Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/289

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Note. 285


tori disegneranno l’antico invece di far sonetti per nozze, o canzonette per tavola e per teatro, invece di far de’ritratti a pastella, de’ soprusci, de’ cantonali di gabinetto, che sì che troveranno del nuovo? Bisogna prima raccogliere materiali, arricchir la memoria, addestrare la fantasia su i chiari esempli e ciò per molti anni, traducendo, imitando, emulando i più bei tratti di poesia e d’oratoria, modellando e copiando schizzi di mani, di teste, di panneggiamenti dal naturale, studiando il nudo, e la figura umana co’suoi puri contorni, colle proporzioni corrette, con giuste positure, non mai stanchi del lapis, che è la grammatica, poi la rettorica de’pittori, e così dalle parti salire al tutto d’una descrizione, d’un poema, di una tragedia, d’ un’orazione, d’ un quadro storico, d’ un gruppo e d’ un getto, allor vengono le invenzioni, che non son poi altro che comparazioni e combinazioni. Ma sinché ci perdiamo a dir frasi. gonfie o ricercate, a trovar rime difficili, a cucir del dantesco, del boccaccesco, del petrarchesco, oppure a pennelleggiare con tinte