Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/327

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Note. 323

„orazione?Enon¡stupirebbealtamente, „ se gli venisse detto, che queste si chiamano odi ? Se non si sa Descriptas servare vices, operumque coìores, „ come si può meritare il nome di poeta ?

„ E lo stesso sia detto delle odi prosaiche di ,, Kìopstok. Sono lunghissime estasi, e vi,, sioni, e sogni, e parosismi di spirito e,, spressi in uno stile moltiforme, dove ora „ si parla » colpi, e per salto, ora si dà in „ un periodo rimbombante, e da stentoreo „ polmone, e dove tutto c; pieno di oh! ah!

„ deh! oh Dio! Chj cosa mai sarebbe, sig.

,, abate mio gentilissimo, di quel capo d’ o» pera del quarto libro deli’ Eneide, se Iddio per qualche nostro infame peccato aves„ se permesso, che venisse impastato da uri „ poeta alemanno ? Quelle parlate così giu„ ste e sobrie sarebbero stemperate in un ma„ re di contemplazioni, di soliloqui, di con„ trasti, e quelle passioni cotanto vive e ve„ re sarebbero deliri filosofici, e romanze» schi. Io le dirò anche, che non mi piace „ gran fatto neppur il dialogo drammatico fra