Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/359

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Note. 355

battaglie, e le tempeste, ov’ è il beilo ed il grande. Entusiasmo poser gli antichi col fuoco, col volo e l’audacia della poesia sublime anche in prosa.

Lasciarci dunque al nostro secolo i suoi capricci, e talor condanniamoli francamente, ma.non ci avviliamo temendo le sue derisioni 0 i suoi risentimenti. Io mi figuro talora di vedere tra noi Platone, e Senofonte, Omero, o Virgilio: come sarebbe ognuno nelle nostre conversazioni eziandio letterarie taciturno ed-astratto ! Cosimi parve trovar, re una immagine in certi uomini veramente dotti, e letterati, in mezzo a certe adunanze di gente, che dicesi coita, e che pretende sapere. E che farà un genio tra tanti mediocri, 0 inetti ? Non ha 1’ uso, non ha il talento di spacciar novelle, d’ornar -di vezzi cose triviali, di volger in burla le serie, di trattar le frivole seriamente, udir le donne con pazienza, di non contraddir loro fuorché con destrezza, di farle ridere spesso, d’accettarne le decisioni, in somma egli b privo di spirito, di quel che dicesi spirito di conversazione, e niun direbbe ch’egli ha ingegno,