Pagina:Bettinelli - Opere edite e inedite, Tomo 4, 1799.djvu/63

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Rapidi. 59


sione sveglia tempeste, e turbini, che pur troppo produco« naufragi, so:i nondimeno que’turbini, e quelle tempeste 0 necessarie, o salutari come quelle del mare, che il continuo riposo farebbe marcire, ed appestarne la terra, se i venti noi commovessero, e le burrasche. Ed è vero, che qualche genio fu sagrifìcato all’invidia, all’ostinazione, alle passioni de’ suoi contemporanei, ma poi le sue verità trionfarono, e dal moto impresso per lui ebbero vita le scienze, e le arti, e sorsero a dominare i gran genj suoi discepoli , e successori. Ognuno che legge, nomina da se stesso, e ricorda quell’ epoche e quelle anime illustri senza bisogno di molta erudizione di storia letteraria, incominciando da quella degl’ indi, e de’ caldei, sino a quella de’ nostri giorni, che ne possono dimostrar esempli recenti. Io non li nomino.

Può riflettersi ancora ai segni fisici, ed esreriori della rapidità in molti geni. Hanno ale a volare, ardon d’un fuoco divoratore, son portati da un impeto irressistibile, e però quelle penne, quel fuoco, quell’impeto dimandano volo, esca, e corso, e talor vengono