Pagina:Bettini - Guida di Castiglione dei Pepoli, Prato, Vestri, 1909.djvu/171

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locchio (1314) — Suviana vinifera sulle pendici ridenti che formano un contrafforte tra le Limentre riunite di Treppio e Lentola e quella di Sambuca ove spirò l’anima giovinetta e gentile Selvaggia Vergiolesi, l’onesta immortalata da Cino da Pistoia.

Più in là, grazioso villaggio, sono. Le Capanne, oltre il Reno non lontano dal ponte alla Venturina; e Lùstrola e Granaglione; le alture di S. Agostino a’ Boschi dal campanile altissimo e svelto; ampie praterie e selve sovrastanti (m. Cavallo m. 1383); il Cimone (m. 2163); il Corno alle Scale (m. 1939); a destra lontani i m. di Capugnano1 e poi Montovolo (934), il Gatta, il Vigese (m. 1091) colla sua enorme roccia a picco, detta il Sasso di Vigo.2

Dalla vetta del Monte Calvi, ove è anche un torrino del genio militare, possiamo per uno dei non pochi sentieri, che vi sono, ridiscendere nel Gorgogliozzo, che per maggior chiarezza è chiamato, sulla carta topografica militare, fin dalle sue scaturigini, Brasimone; ci riduciamo alle Cascine di sotto e quindi a Castiglione.

La gita è lunga, a farla coll’animo d’osservare, almeno un sette ore; è lunga, ma offre panorami così belli, da non dimenticarsene più.



  1. È di qui, ma oriunda de’ Boschi, la famiglia del celebre Marconi, l’inventore del telegrafo senza fili.
  2. Nel 1856, una frana staccatasi da questo monte rovinò in gran parte il paese: si vede ancora la squallida concavità prodotta da questa.