Pagina:Bianchi-Giovini - Biografia di Frà Paolo Sarpi, vol.2, Zurigo, 1847.djvu/68

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60 capo xix.


Queste faccende continuarono le brighe a Frà Paolo, consultato ogni momento sui diritti della Repubblica e sui modi di sostenerli; alle quali si aggiunsero altre questioni idrografiche, perocchè i Ferraresi pretendevano praticare un taglio nel Po pel quale andavano a toccare il territorio veneto, e i Bolognesi disegnavano congiungere al Po il Reno per un taglio che aggiungesse questo fiume col Panaro, il che tornava in pregiudicio de’ Veneziani. Contese poi di confini per possesso di acque o di pescagioni, per correrie degli uni sugli altri, rapine di bestiami, usurpazione di pascoli o di boschi e perciò risse tra confinanti armati, non ne mancarono mai per tutti gli anni dal 1610 al 1617; e quando erano o Bergamaschi o Bresciani o Cremaschi o Veronesi coi loro vicini dei ducati di Milano o di Mantova, e quando i Vicentini o i Friulani o gl’Istriani colle borgate contermini dell’Austria o della Carinzia o della Croazia. Leggendo i quali piccioli fatti, cagionati da incerti diritti feudali, da mal distinti confini, e le correrie e le prede e le rappresaglie, pare di leggere una storia di Tartari. Da essi più che dalla descrizione delle battaglie si impara quali fossero le leggi e i costumi dei tempi.

La corte di Roma sempre scaltrita a profittare delle cose minime perocchè sa che sono scala alle grandi, aveva tentato più volte di padroneggiare i Greci sudditi veneti, il che l’avrebbe condotta ad ampliare la sua autorità sui cristiani del Levante, fra i quali non è conosciuta o dubbiamente. Già per intrighi orditi col governo di Napoli era riuscita ad obbligare i preti pugliesi di rito greco a farsi ordi-