Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/107

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novella quinta 103

stette. Furono adunque dopo cena i ragionamenti molti e lunghi, non senza cagione, tenuti; ed essendo della notte una parte passata, ella, lasciato Andreuccio a dormire nella sua camera con un piccol fanciullo che gli mostrasse se egli volesse nulla, con le sue femine in un’altra camera se n’andò. Era il caldo grande; per la qual cosa Andreuccio, veggendosi solo rimaso, subitamente si spogliò in farsetto e trassesi i panni di gamba ed al capo del letto gli si pose: e richiedendo il naturale uso di dovere diporre il superfluo peso del ventre, dove ciò si facesse domandò quel fanciullo, il quale nell’un de’canti della camera gli mostrò uno uscio, e disse: — Andate lá entro. — Andreuccio, dentro sicuramente passato, gli venne per ventura posto il piè sopra una tavola la quale, dalla contrapposta parte sconfitta dal travicello sopra il quale era, per la qual cosa capolevando questa tavola, con lui insieme se n’andò quindi giuso; e di tanto l’amò Iddio, che niuno male si fece nella caduta, quantunque alquanto cadesse da alto: ma tutto della bruttura della quale il luogo era pieno s’imbrattò. Il quale luogo, acciò che meglio intendiate e quello che è detto e ciò che segue, come stesse vi mostrerò. Egli era in un chiassetto stretto, come spesso tra due case veggiamo: sopra due travicelli tra l’una casa e l’altra posti, alcune tavole eran confitte, ed il luogo da seder posto; delle quali tavole quella che con lui cadde era l’una. Ritrovandosi adunque lá giti nel chiassetto Andreuccio, dolente del caso, cominciò a chiamare il fanciullo: ma il fanciullo, come sentito l’ebbe cadere, così corse a dirlo alla donna, la quale, corsa alla sua camera, prestamente cercò se i suoi panni v’erano, e trovati i panni e con essi i denari, li quali esso non fidandosi mattamente sempre portava addosso, avendo quello a che ella di Palermo, sirocchia d’un perugin faccendosi, aveva teso il lacciuolo, piú di lui non curandosi, prestamente andò a chiuder l’uscio del quale egli era uscito quando cadde. Andreuccio, non rispondendogli il fanciullo, cominciò piú forte a chiamare, ma ciò era niente; per che egli, giá sospettando e tardi dello ’nganno cominciandosi ad accorgere, salito sopra un muretto che quel