Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/153

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novella ottava 149

che da lui udito avesse, s’era proposta di doverla onorevolmente, secondo la condizione della quale estimava che fosse, maritare. Ma Iddio, giusto riguardatore degli altrui meriti, lei nobile femina conoscendo, e senza colpa penitenza portar dell’altrui peccato, altramenti dispose: ed acciò che a mano di vile uomo la gentil giovane non venisse, si dée credere che quello che avvenne egli per sua benignitá permettesse. Aveva la gentil donna con la quale la Giannetta dimorava un solo figliuolo del suo marito, il quale ed essa ed il padre sommamente amavano, sí perché figliuolo era e sí ancora perché per vertú e per meriti il valeva, come colui che piú che altro e costumato e valoroso e pro’ e bello della persona era. Il quale, avendo forse sei anni piú che la Giannetta e lei veggendo bellissima e graziosa, sí forte di lei s’innamorò, che piú avanti di lei non vedea. E per ciò che egli imaginava lei di bassa condizion dovere essere, non solamente non ardiva addomandarla al padre ed alla madre per moglie, ma temendo non fosse ripreso che bassamente si fosse ad amar messo, quanto poteva il suo amore teneva nascoso; per la qual cosa troppo piú che se palesato l’avesse, lo stimolava: laonde avvenne che per soverchio di noia egli infermò, e gravemente. Alla cura del quale essendo piú medici richesti, ed avendo un segno ed altro guardato di lui e non potendo la sua infermitá tanto conoscere, tutti comunemente si disperavano della sua salute; di che il padre e la madre del giovane portavano sí gran dolore e malinconia, che maggiore non si saria potuta portare: e piú volte con pietosi prieghi il domandavano della cagione del suo male, a’ quali o sospiri per risposta dava, o che tutto si sentia consumare. Avvenne un giorno che, sedendosi appresso di lui un medico assai giovane, ma in iscienza profondo molto, e lui per lo braccio tenendo in quella parte dove essi cercano il polso, la Giannetta, la quale, per rispetto della madre di lui, lui sollecitamente serviva, per alcuna cagione entrò nella camera nella quale il giovane giacea. La quale come il giovane vide, senza alcuna parola o atto fare, sentí con piú forza nel cuore l’amoroso ardore, per che il polso piú forte cominciò a battergli che l’usato;