Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/174

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170 giornata seconda

Ambruogiuolo, il di medesimo che legato fu al palo ed unto di mèle, con sua grandissima angoscia dalle mosche e dalle vespe e da’ tafani, de’ quali quel paese è copioso molto, fu non solamente ucciso, ma infino all’ossa divorato; le quali, bianche rimase ed a’ nervi appiccate, poi lungo tempo, senza esser mosse, della sua malvagitá fecero a chiunque le vide testimonianza. E cosí rimase lo ’ngannatore a piè dello ’ngannato.

[X]

Paganino da Monaco ruba la moglie a messer Riccardo di Chinzica, il quale, sappiendo dove ella è, va e diventa amico di Paganino; raddomandagliele, ed egli, dove ella voglia, gliele concede; ella non vuol con lui tornare, e morto messer Riccardo, moglie di Paganin diviene.


Ciascun dell’onesta brigata sommamente commendò per bella la novella dalla loro reina contata, e massimamente Dioneo, al qual solo per la presente giornata restava il novellare; il quale, dopo molte commendazioni di quella fatte, disse:

Belle donne, una parte della novella della reina m’ha fatto mutar consiglio di dirne una che all’animo m’era, a doverne un’altra dire: e questa è la bestialitá di Bernabò, come che bene ne gli avvenisse, e di tutti gli altri che quello si dánno a credere che esso di creder mostrava: cioè che essi, andando per lo mondo e con questa e con quella ora una volta ed ora un’altra sollazzandosi, s’imaginan che le donne a casa rimase si tengan le mani a cintola, quasi noi non conosciamo, che tra esse nasciamo e cresciamo e stiamo, di che elle sien vaghe. La qual dicendo, ad una ora vi mostrerò cliente sia la sciocchezza di questi cotali, e quanto ancora sia maggior quella di coloro li quali, sé piú che la natura possenti estimando, si credon quello, con dimostrazioni favolose, potere che essi non possono, e sforzatisi d’altrui recare a quello che essi sono, non patendolo la natura di chi è tirato.

Fu adunque in Pisa un giudice, piú che di corporal forza dotato d’ingegno, il cui nome fu messer Riccardo di Chinzica,