Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/224

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220 giornata terza

dicea o a’ suoi inganni, secondo il costume de’ gelosi, subitamente diede fede alle parole, e certe cose state davanti cominciò ad attare a questo fatto: e di subita ira accesa, rispose che questo fará ella certamente, non era egli sí gran fatica a fare, e che fermamente, se egli vi venisse, ella gli farebbe sí fatta vergogna, che sempre che egli alcuna donna vedesse gli si girerebbe per lo capo. Ricciardo, contento di questo e parendogli che il suo consiglio fosse stato buono e procedesse, con molte altre parole la vi confermò sú e fece la fede maggiore, pregandola nondimeno che dir non dovesse giá mai d’averlo udito da lui; il che ella sopra la sua fé gliel promise. La mattina seguente Ricciardo se n’andò ad una buona femina che quel bagno che egli aveva a Catella detto teneva, e le disse ciò che egli intendeva di fare, e pregolla che in ciò fosse favorevole quanto potesse. La buona femina, che molto gli era tenuta, disse di farlo volentieri, e con lui ordinò quello che a fare o a dire avesse. Aveva costei, nella casa ove il bagno era, una camera oscura molto, sí come quella nella quale niuna finestra, che lume rendesse, rispondea. Questa, secondo l’ammaestramento di Ricciardo, acconciò la buona femina, e fecevi entro un letto, secondo che poté il migliore, nel quale Ricciardo, come desinato ebbe, si mise, e cominciò ad aspettar Catella. La donna, udite le parole di Ricciardo ed a quelle data piú fede che non le bisognava, piena di sdegno tornò la sera a casa, dove per avventura Filippello pieno d’altro pensiero similmente tornò, né le fece forse quella dimestichezza che era usato di fare. Il che ella veggendo, entrò in troppo maggior sospetto che ella non era, seco medesima dicendo: — Veramente costui ha l’animo a quella donna con la qual domane si crede aver piacere e diletto, ma fermamente questo non avverrá. — E sopra cotal pensiero, ed imaginando come dirgli dovesse quando con lui stata fosse, quasi tutta la notte dimorò. Ma che piú? Venuta la nona, Catella prese sua compagnia e senza mutare altramenti consiglio se n’andò a quel bagno il quale Ricciardo l’aveva insegnato: e quivi trovata la buona femina, la domandò se Filippello stato vi fosse quel dí. A cui la buona femina,