Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/227

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novella sesta 223

poteva, disse: — Anima mia dolce, non vi turbate; quello che io semplicemente amando aver non potei, Amor con inganno m’ha insegnato avere: e sono il vostro Ricciardo. — Il che Catella udendo, e conoscendolo alla voce, subitamente si volle gittar del letto, ma non potè; onde ella volle gridare, ma Ricciardo le chiuse con l’una delle mani la bocca, e disse: — Madonna, egli non può oggimai essere che quello che è stato non sia pure stato, se voi gridaste tutto il tempo della vita vostra: e se voi griderete o in alcuna maniera farete che questo si senta mai per alcuna persona, due cose n’avverranno. L’una fia, di che non poco vi dèe calere, che il vostro onore e la vostra buona fama fia guasta, per ciò che, come che voi diciate che io qui ad inganno v’abbia fatta venire, io dirò che non sia vero, anzi vi ci abbia fatta venire per denari e per doni che io v’abbia promessi, li quali per ciò che cosí compiutamente dati non v’ho come speravate, vi siete turbata, e queste parole e questo romor ne fate: e voi sapete che la gente è piú acconcia a credere il male che il bene, e per ciò non fia men tosto creduto a me che a voi. Appresso questo, ne seguirá tra vostro marito e me mortai nimistá, e potrebbe si andare la cosa, che io ucciderei altressi tosto lui, come egli me; di che mai voi non dovreste esser poi né lieta né contenta. E per ciò, cuor del corpo mio, non vogliate ad una ora vituperar voi e mettere in pericolo ed in briga il vostro marito e me. Voi non siete la prima né sarete l’ultima la quale è ingannata, né io non v’ho ingannata per tôrvi il vostro, ma per soperchio amore che io vi porto e son disposto sempre a portarvi, e ad essere vostro umilissimo servidore. E come che sia gran tempo che io e le mie cose e ciò che io posso e vaglio vostre state sieno ed al vostro servigio, io intendo che da quinci innanzi sieno piú che mai. Ora, voi siete savia nell’altre cose, e cosí son certo che sarete in questa. — Catella, mentre che Ricciardo diceva queste parole, piagneva forte: e come che molto turbata fosse e molto si ramaricasse, nondimeno diede tanto luogo la ragione alle vere parole di Ricciardo, che ella conobbe esser possibile ad avvenire ciò che Ricciardo diceva; e per ciò disse: — Ricciardo, io