Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/232

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228 giornata terza

raccontò ed a lei disse chi ella era, quanto tempo stata maritata ed altre cose assai le quali egli molto ben sapeva de’ fatti suoi; di che la donna si maravigliò forte, ed avendolo per un profeta gli s’inginocchiò a’ piedi, per Dio pregandolo che, se per la salute d’Aldobrandino era venuto, che egli s’avacciasse, per ciò che il tempo era brieve. Il pellegrino, mostrandosi molto santo uomo, disse: — Madonna, levate su e non piagnete, ed attendete bene a quello che io vi dirò, e guarderetevi bene di mai ad alcun non ridirlo. Per quello che Iddio mi riveli, la tabulazione la qual voi avete v’è per un peccato il quale voi commetteste giá, avvenuta, il quale Domenedio ha voluto in parte purgare con questa noia, e vuol del tutto che per voi s’ammendi: se non, sí ricadereste in troppo maggiore affanno. — Disse allora la donna: — Messere, io ho peccati assai, né so qual Domenedio piú un che uno altro si voglia che io m’ammendi: e per ciò, se voi il sapete, ditelmi, ed io ne farò ciò che io potrò per ammendarlo. — Madonna, — disse allora il pellegrino — io so bene quale egli è, né ve ne domanderò per saperlo meglio, ma per ciò che voi medesima dicendolo n’abbiate piú rimordimento. Ma vegliamo al fatto. Ditemi, ricordavi egli che voi mai aveste alcuno amante? — La donna, udendo questo, gittò un gran sospiro e maravigliossi forte, non credendo, che mai alcuna persona saputo l’avesse, quantunque di que’ di che ucciso era stato colui che per Tedaldo fu sepellito, se ne bucinasse per certe parolette non ben saviamente usate dal compagno di Tedaldo che ciò sapea; e rispose: — Io veggio che Iddio vi dimostra tutti i segreti degli uomini, e per ciò io son disposta a non celarvi i miei. Egli è il vero che nella mia giovanezza io amai sommamente lo sventurato giovane la cui morte è apposta al mio marito; la qual morte io ho tanto pianta quanto dolente a me, per ciò che, quantunque io rigida e salvatica verso lui mi mostrassi anzi la sua partita, né la sua partita né la sua lunga dimora né ancora la sventurata morte mai me l’hanno potuto trarre del cuore. — A cui il pellegrin disse: — Lo sventurato giovane che fu morto non amaste voi mai, ma Tedaldo Elisei sí. Ma ditemi: qual fu