Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/252

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248 giornata terza

giá del monimento uscir fuori; di che spaventati tutti per la novitá del fatto, cominciarono a fuggire ed all’abate n’andarono. Il quale, sembianti faccendo di levarsi d’orazione, disse: — Figliuoli, non abbiate paura; prendete la croce e l’acqua santa ed appresso di me venite, e veggiam ciò che la potenza di Dio ne vuol mostrare — e cosí fece. Era Ferondo, tutto pallido come colui che tanto tempo era stato senza vedere il cielo, fuori dell’avello uscito; il quale, come vide l’abate, cosí gli corse a’ piedi, e disse: — Padre mio, le vostre orazioni, secondo che revelato mi fu, e quelle di san Benedetto e della mia donna m’hanno delle pene del purgatoro tratto e tornato in vita; di che io priego Iddio che vi déa il buono anno e le buone calendi, oggi e tuttavia. — L’abate disse: — Lodata sia la potenza di Dio. Va’ dunque, figliuolo, poscia che Iddio t’ha qui rimandato, e consola la tua donna, la quale sempre, poi che tu di questa vita passasti, è stata in lagrime, e sii da quinci innanzi amico e servidor di Dio. — Disse Ferondo: — Messere, egli m’è ben detto cosí; lasciate far pur me, ché, come io la troverò, cosí la bascerò, tanto ben le voglio. — L’abate, rimaso co’ monaci suoi, mostrò d’avere di questa cosa una grande ammirazione e fecene divotamente cantare il Miserere. Ferondo tornò nella sua villa, dove chiunque il vedeva fuggiva, come far si suole delle orribili cose, ma egli richiamandogli affermava sé essere risuscitato. La moglie similmente aveva di lui paura; ma poi che la gente alquanto si fu rassicurata con lui, e videro che egli era vivo, domandandolo di molte cose, quasi savio ritornato, a tutti rispondeva e diceva loro novelle dell’anime de’ parenti loro, e faceva da se medesimo le piú belle favole del mondo de’ fatti del purgatoro ed in pien popolo raccontò la revelazione statagli fatta per la bocca del ragnolo Braghiello avanti che risuscitasse. Per la qual cosa, in casa con la moglie tornatosi ed in possessione rientrato de’ suoi beni, la ’ngravidò al suo parere, e per ventura venne che a convenevole tempo, secondo l’oppinion degli sciocchi, che credono la femina nove mesi appunto portare i figliuoli, la donna partorí un figliuol maschio, il quale fu chiamato Benedetto Ferondi.