Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/291

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novella seconda 287

maniera al suo malvagio adoperare che fatto non aveva in altra parte. E quasi da coscienza rimorso delle malvage opere nel preterito fatte da lui, da somma umiltá soprappreso mostrandosi ed oltre ad ogni altro uomo divenuto catolico, andò e sí si fece frate minore, e fecesi chiamare frate Alberto da Imola: ed in tale abito cominciò a far per sembianti un’aspra vita ed a commendar molto la penitenza e l’astinenza, né mai carne mangiava né bevea vino, quando non n’avea che gli piacesse. Né se ne fu appena avveduto alcuno, che di ladrone, di ruffiano, di falsario, d’omicida subitamente fu un gran predicator divenuto, senza aver per ciò i predetti vizi abbandonati, quando nascosamente gli avesse potuti mettere in opera. Ed oltre a ciò, fattosi prete, sempre all’altare, quando celebrava, se da molti veduto era, piagneva la passione del Salvatore, sí come colui al quale poco costavan le lagrime quando le volea. Ed in brieve, tra con le sue prediche e le sue lagrime, egli seppe in sí fatta guisa li viniziani adescare, che egli quasi d’ogni testamento che vi si faceva era fedecommessario e dipositario, e guardatore di denari di molti, confessore e consigliatore quasi della maggior parte degli uomini e delle donne: e cosí faccendo, di lupo era divenuto pastore, ed era la sua fama di santitá in quelle parti troppo maggiore che mai non fu di san Francesco ad Ascesi. Ora, avvenne che una giovane donna bamba e sciocca che chiamata fu madonna Lisetta da ca’ Quirino, moglie d’un gran mercatante che era andato con le galee in Fiandra, s’andò con altre donne a confessar da questo santo frate; la quale essendogli a’ piedi, sí come colei che viniziana era, ed essi son tutti bergoli, avendo parte detta de’ fatti suoi, fu da frate Alberto addomandata se alcuno amadore avesse. Al quale ella con un mal viso rispose: — Deh! messer lo frate, non avete voi occhi in capo? Paionvi le mie bellezze fatte come quelle di queste altre? Troppi n’avrei degli amadori, se io ne volessi: ma non son le mie bellezze da lasciare amare da tale né da quale. Quante ce ne vedete voi, le cui bellezze sien fatte come le mie, che sarei bella nel paradiso? — Ed oltre a ciò, disse tante cose di questa sua bellezza,