Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/296

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292 giornata quarta

piú bella che niuna che ne sia in cielo, s’è egli innamorato di me e viensene a star con meco bene spesso: mo vedivu? — La comare, partita da madonna Lisetta, le parve mille anni che ella fosse in parte ove ella potesse queste cose ridire; e ragunatasi ad una festa con una gran brigata di donne, loro ordinatamente raccontò la novella. Queste donne il dissero a’ mariti e ad altre donne, e quelle a quelle altre, e cosí in meno di due di ne fu tutta ripiena Vinegia. Ma tra gli altri a’ quali questa cosa venne agli orecchi furono i cognati di lei, li quali, senza alcuna cosa dirle, si posero in cuore di trovar questo agnolo e di sapere se egli sapesse volare: e piú notti stettero in posta. Avvenne che di questo fatto alcuna novelluzza ne venne a frate Alberto agli orecchi; il quale, per riprender la donna una notte andatovi, appena spogliato s’era, che i cognati di lei, che veduto l’avevan venire, furono all’uscio della sua camera per aprirlo. Il che frate Alberto sentendo, ed avvisato ciò che era, levatosi né veggendo altro rifugio, aperse una finestra la qual sopra il maggior canal rispondea, e quindi si gittò nell’acqua. Il fondo v’era grande ed egli sapeva ben notare, sì che male alcun non si fece: e notato dall’altra parte del canale, in una casa che aperta v’era prestamente se n’entrò, pregando un buono uomo che dentro v’era che per l’amor di Dio gli scampasse la vita, sue favole dicendo perché quivi a quella ora ed ignudo fosse. Il buono uomo, mosso a pietá, convenendogli andare a far sue bisogne, nel suo letto il mise, e dissegli che quivi infino alla sua tornata si stesse; e dentro serratolo, andò a fare i fatti suoi. I cognati della donna, entrati nella camera, trovarono che l’agnol Gabriello, quivi avendo lasciate l’ali, se n’era volato; di che quasi scornati grandissima villania dissero alla donna, e lei ultimamente sconsolata lasciarono stare ed a casa loro tornarsi con gli arnesi dell’agnolo. In questo mezzo, fattosi il dì chiaro, essendo il buono uomo in sul Rialto, udí dire come l’agnolo Gabriello era la notte andato a giacere con madonna Lisetta, e da’ cognati trovatovi, s’era per paura gittate nel canale, né si sapeva che divenuto se ne fosse; per che prestamente s’avvisò, colui che in casa avea esser desso: