Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/308

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304 giornata quarta

presente fatica; e ciò che io amo nella nave che qui davanti ne vedete dimora, la quale, insieme con quella cosa che io piú disidero, è piena di grandissime ricchezze, le quali, se valorosi uomini siete, con poca fatica, virilmente combattendo, acquistar possiamo; della qual vittoria io non cerco che in parte mi venga se non una donna, per lo cui amore io muovo l’armi; ogni altra cosa sia vostra liberamente infin da ora. Andiamo adunque, e bene avventurosamente assagliamo la nave; Iddio, alla nostra impresa favorevole, senza vento prestarle la ci tien ferma. — Non erano al bel Gerbino tante parole bisogno, per ciò che i messinesi che con lui erano, vaghi della rapina, giá con l’animo erano a far quello di che il Gerbino gli confortava con le parole; per che, fatto un grandissimo romore, nella fine del suo parlare, che cosí fosse, le trombe sonarono, e prese l’armi, dierono de’ remi in acqua ed alla nave pervennero. Coloro che sopra la nave erano, veggendo di lontan venir le galee, non potendosi partire, s’apprestarono alla difesa. Il bel Gerbino, a quella pervenuto, fe’ comandare che i padroni di quella sopra le galee mandati fossero, se la battaglia non voleano. I saracini, certificati chi erano e che domandassero, dissero, sé esser contro alla fede lor data dal re da loro assaliti, ed in segno di ciò mostrarono il guanto del re Guiglielmo e del tutto negaron di mai, se non per battaglia vinti, arrendersi o cosa che sopra la nave fosse lor dare. Gerbino, il quale sopra la poppa della nave veduta aveva la donna troppo piú bella assai che egli seco non estimava, infiammato piú che prima, al mostrar del guanto rispose che quivi non avea falconi al presente, per che guanto v’avesse luogo, e per ciò, ove dar non volesser la donna, a ricever la battaglia s’apprestassero. La qual senza piú attendere, a saettare ed a gittar pietre l’un verso l’altro fieramente incominciarono, e lungamente con danno di ciascuna delle parti in tal guisa combatterono. Ultimamente, veggendosi Gerbino poco util fare, preso un legnetto che di Sardigna menato aveano, ed in quel messo fuoco, con ammendune le galee quello accostò alla nave; il che veggendo i saracini e conoscendo, sé di necessitá o doversi