Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/320

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316 giornata quarta

d’avere senza vostra saputa chi piú mi piacque marito preso: e questo perdono non vi domando perché la vita mi sia perdonata, ma per morire vostra figliuola e non vostra nemica. — E cosí detto, piagnendo gli cadde a’piedi. Messer Negro, che antico era oramai ed uomo di natura benigno ed amorevole, queste parole udendo cominciò a piagnere, e piagnendo levò la figliuola teneramente in piè, e disse: — Figliuola mia, io avrei avuto molto caro che tu avessi avuto tal marito quale a te secondo il parer mio si convenia; e se tu l’avevi tal preso quale egli ti piacea, questo doveva anche a me piacere: ma l’averlo occultato, della tua poca fidanza mi fa dolere, e piú ancora, veggendotel prima aver perduto che io l’abbia saputo. Ma pur, poi che cosí è, quello che io per contentarti, vivendo egli, volentieri gli avrei fatto, cioè onore sí come a mio genero, facciaglisi alla morte. — E vòlto a’ figliuoli ed a’ suoi parenti, comandò loro che l’esequie s’apparecchiassero a Gabriotto grandi ed onorevoli. Eranvi in questo mezzo concorsi i parenti e le parenti del giovane, che saputa avevano la novella, e quasi donne ed uomini quanti nella cittá v’erano; per che, posto nel mezzo della corte il corpo sopra il drappo dell’Andreuola e con tutte le sue rose, quivi non solamente da lei e dalle parenti di lui fu pianto, ma publicamente quasi da tutte le donne della cittá e da assai uomini, e non a guisa di plebeio ma di signore, tratto della corte publica, sopra gli omeri de’ piú nobili cittadini con grandissimo onore fu portato alla sepoltura. Quindi dopo alquanti dì, seguitando il podestá quello che addomandato avea, ragionandolo messer Negro alla figliuola, niuna cosa ne volle udire: ma volendole in ciò compiacere il padre, in un monistero assai famoso di santitá essa e la sua fante monache si renderono, ed onestamente poi in quello per molto tempo vissero.