Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/366

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
362 giornata quinta

querce? — Ed essendosi tutti a questo consiglio accordati, avevano a Pietro comandato che si spogliasse; il quale spogliandosi, giá del suo male indovino, avvenne che un guato di ben venticinque fanti subitamente uscì addosso a costoro gridando: — Alla morte! alla morte! — Li quali, soprappresi da questo, lasciato star Pietro, si volsero alla lor difesa, ma veggendosi molti meno che gli assalitori, cominciarono a fuggire, e costoro a seguirgli; la qual cosa Pietro veggendo, subitamente prese le cose sue e salìsopra il suo ronzino e cominciò quanto poteva a fuggire per quella via donde aveva veduto che la giovane era fuggita. Ma non veggendo per la selva né via né sentiero, né pedata di caval conoscendovi, poscia che a lui parve esser sicuro e fuor delle mani di coloro che preso l’aveano e degli altri ancora da cui quegli erano stati assaliti, non ritrovando la sua giovane, piú doloroso che altro uomo, cominciò a piagnere e ad andarla or qua or lá per la selva chiamando: ma niuna persona gli rispondeva, ed esso non ardiva a tornare addietro, ed andando innanzi non conosceva dove arrivar si dovesse; e d’altra parte, delle fiere che nelle selve sogliono abitare aveva ad una ora di se stesso paura e della sua giovane, la qual tuttavia gli pareva vedere o da orso o da lupo strangolare. Andò adunque questo Pietro sventurato tutto il giorno per questa selva gridando e chiamando, a tale ora tornando indietro che egli si credeva innanzi andare; e giá, tra per lo gridare e per lo piagnere e per la paura e per lo lungo digiuno, era sì vinto, che piú avanti non poteva. E veggendo la notte sopravvenuta, non sappiendo che altro consiglio pigliarsi, trovata una grandissima quercia, smontato del ronzino, a quella il legò, ed appresso, per non esser dalle fiere divorato la notte, sú vi montò: e poco appresso, levatasi la luna ed il tempo essendo chiarissimo, non avendo Pietro ardire d’addormentarsi per non cadere, come che, perché pure agio avuto n’avesse, il dolore né i pensieri che della sua giovane avea non l’avrebber lasciato; per che egli, sospirando e piagnendo e seco la sua disavventura maladicendo, vegghiava. La giovane fuggendo, come davanti dicemmo, non sappiendo dove andarsi se non