Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/69

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novella decima 65

ultima novella di quelle d’oggi, la quale a me tocca di dover dire, voglio ve ne renda ammaestrate, acciò che, come per nobiltá d’animo dall’altre divise siete, cosí ancora per eccellenza di costumi separate dall’altre vi dimostriate.

Egli non sono ancora molti anni passati, che in Bologna fu un grandissimo medico e di chiara fama quasi a tutto il mondo, e forse ancora vive, il cui nome fu maestro Alberto; il quale essendo giá vecchio di presso a settanta anni, tanta fu la nobiltá del suo spirito, che, essendo giá del corpo quasi ogni natural caldo partito, in sé non schifò di ricevere l’amorose fiamme, avendo veduta ad una festa una bellissima donna vedova chiamata, secondo che alcuni dicono, madonna Malgherida de’ Ghisolieri: e piaciutagli sommamente, non altramenti che un giovanetto quelle nel maturo petto ricevette, intanto che a lui non pareva quella notte ben riposare che il dí precedente veduto non avesse il vago e dilicato viso della bella donna. E per questo incominciò a continuare, quando a piè e quando a cavallo, secondo che piú in destro gli venia, la via davanti alla casa di questa donna. Per la qual cosa ed ella e molte altre donne s’accorsero della cagione del suo passare e piú volte insieme ne motteggiarono, di vedere uno uomo cosí antico, d’anni e di senno, innamorato, quasi credessero questa passione piacevolissima d’amore solamente nelle sciocche anime de’ giovani e non in altra parte capere e dimorare. Per che, continuando il passar del maestro Alberto, avvenne, un giorno di festa, che, essendo questa donna con molte altre donne a sedere davanti alla sua porta ed avendo di lontano veduto il maestro Alberto verso loro venire, con lei insieme tutte si proposero di riceverlo e di fargli onore, ed appresso di motteggiarlo di questo suo innamoramento; e cosí fecero. Per ciò che, levatesi tutte e lui invitato, in una fresca corte il menarono, dove di finissimi vini e confetti fecer venire, ed alla fine, con assai belle e leggiadre parole, come questo potesse essere, che egli di questa bella donna fosse innamorato, il domandarono, sentendo esso, lei da molti belli, gentili e leggiadri giovani essere amata. Il maestro, sentendosi assai cortesemente pugnere,