Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/72

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68 giornata prima

siamo, qui al novellare torneremo, nel quale mi par grandissima parte di piacere e d’utilitá similmente consistere. È il vero che quello che Pampinea non potè fare, per l’esser tardi eletta al reggimento, io il voglio cominciare a fare, cioè a ristrignere dentro ad alcun termine quello di che dobbiamo novellare e davanti mostrarlovi, acciò che ciascuno abbia spazio di poter pensare ad alcuna bella novella sopra la data proposta contare; la quale, quando questo vi piaccia, sia questa, che, con ciò sia cosa che dal principio del mondo gli uomini sieno stati da diversi casi della fortuna menati, e saranno infino alla fine, ciascun debba dire sopra questo: chi, da diverse cose infestato, sia oltre alla sua speranza riuscito a lieto fine. — Le donne e gli uomini parimente tutti questo ordine commendarono, e quello dissero da seguire; Dioneo solamente, tutti gli altri tacendo giá, disse: — Madonna, come tutti questi altri hanno detto, cosí dico io, sommamente esser piacevole e commendabile l’ordine dato da voi: ma di spezial grazia vi cheggio un dono, il quale voglio che mi sia confermato per infino a tanto che la nostra compagnia durerá; il quale è questo, che io a questa legge non sia costretto di dover dire novella secondo la proposta data, se io non vorrò, ma qual piú di dire mi piacerá. Ed acciò che alcun non creda che io questa grazia voglia sí come uomo che delle novelle non abbia alle mani, infino da ora son contento d’esser sempre l’ultimo che ragioni. — La reina, la quale lui e sollazzevole uomo e festevole conoscea, ed ottimamente s’avvisò, questo lui non chieder se non per dovere la brigata, se stanca fosse del ragionare, rallegrare con alcuna novella da ridere, col consentimento degli altri lietamente la grazia gli fece; e da seder levatasi, verso un rivo d’acqua chiarissima il quale d’una montagnetta discendeva in una valle ombrosa da molti alberi, tra vive pietre e verdi erbette, con lento passo se n’andarono. Quivi, scalze e con le braccia nude per l’acqua andando, cominciarono a prendere vari diletti tra se medesime. Ed appressandosi l’ora della cena, verso il palagio tornatesi, con diletto cenarono; dopo la qual cena, fatti venir gli strumenti, comandò la reina che una danza fosse presa,