Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/88

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84 giornata seconda

dí chiaro, mostrando di venire di piú lontano, aperte le porti, entrò nel castello e ritrovò il suo fante; per che, rivestitosi de’ panni suoi che nella valigia erano, e volendo montare in sul cavallo del fante, quasi per divino miracolo addivenne che li tre masnadieri che la sera davanti rubato l’aveano, per altro maleficio da lor fatto poco poi appresso presi, furono in quel castel menati, e per confessione da loro medesimi fatta, gli fu restituito il suo cavallo, i panni ed i denari, né ne perdé altro che un paio di cintolini de’ quali non sapevano i masnadieri che fatto se n’avessero. Per la qual cosa Rinaldo, Iddio e san Giulian ringraziando, montò a cavallo, e sano e salvo ritornò a casa sua; ed i tre masnadieri il di seguente andarono a dare de’ calci a rovaio.

[III]

Tre giovani, male il loro avere spendendo, impoveriscono; de’ quali un nepote con uno abate accontatosi, tornandosi a casa per disperato, lui truova essere la figliuola del re d’Inghilterra, la quale lui per marito prende e de’ suoi zii ogni danno ristora, tornandogli in buono stato.


Furono con ammirazione ascoltati i casi di Rinaldo d’Asti dalle donne e da’ giovani, e la sua divozion commendata, ed Iddio e san Giuliano ringraziati che al suo bisogno maggiore gli avevano prestato soccorso; né fu per ciò, quantunque cotal mezzo di nascoso si dicesse, la donna reputata sciocca, che saputo aveva pigliare il bene che Iddio a casa l’aveva mandato. E mentre che della buona notte che colei ebbe sogghignando si ragionava, Pampinea, che sé allato allato a Filostrato vedea, avvisando, sí come avvenne, che a lei la volta dovesse toccare, in se stessa recatasi, quel che dovesse dire cominciò a pensare, e dopo il comandamento della reina, non meno ardita che lieta, cosí cominciò a parlare:

Valorose donne, quanto piú si parla de’ fatti della fortuna, tanto piú, a chi vuole le sue cose ben riguardare, ne resta a