Pagina:Boccaccio - Decameron I.djvu/95

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novella terza 91

il cui valore son degni di qualunque gran donna, quantunque forse la nobiltá del suo sangue non sia cosí chiara come è la reale. Lui ho adunque preso e lui voglio, né mai alcuno altro n’avrò, che che se ne debba parere al padre mio o ad altrui; per che la principal cagione per la quale mi mossi è tolta via: ma piacquemi di fornire il mio cammino sì per visitare li santi luoghi e reverendi, de’ quali questa cittá è piena, e la vostra santitá, e sí acciò che per voi il contratto matrimonio tra Alessandro e me solamente nella presenza di Dio io facessi aperto nella vostra e per conseguente degli altri uomini. Per che umilmente vi priego che quello che a Dio ed a me è piaciuto sia a grado a voi, e la vostra benedizion ne doniate, acciò che con quella, sí come con piú certezza del piacere di Colui del quale voi siete vicario, noi possiamo insieme, all’onore di Dio ed al vostro, vivere ed ultimamente morire. — Maravigliossi Alessandro udendo la moglie esser figliuola del re d’Inghilterra, e di mirabile allegrezza occulta fu ripieno: ma piú si maravigliarono li due cavalieri e sì si turbarono, che, se in altra parte che davanti al papa stati fossero, avrebbono ad Alessandro e forse alla donna fatta villania. D’altra parte, il papa si maravigliò assai e dell’abito della donna e della sua elezione: ma conoscendo che indietro tornare non si potea, le volle del suo priego sodisfare, e primieramente racconsolati i cavalieri, li quali turbati conoscea, ed in buona pace con la donna e con Alessandro rimessigli, diede ordine a quello che da far fosse. Ed il giorno posto da lui essendo venuto, davanti a tutti i cardinali e dimoiti altri gran valenti uomini, li quali invitati ad una grandissima festa da lui apparecchiata eran venuti, fece venire la donna realmente vestita, la quale tanto bella e sì piacevol parea, che meritamente da tutti era commendata, e simigliantemente Alessandro splendidamente vestito, in apparenza ed in costumi non miga giovane che ad usura avesse prestato, ma piú tosto reale, e da’ due cavalieri molto onorato; e quivi da capo fece solennemente le sponsalizie celebrare, ed appresso, le nozze belle e magnifiche fatte, con la sua benedizione gli licenziò. Piacque ad Alessandro e similmente alla donna, di Roma partendosi, di