Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/100

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fu preso dalla sua forma; Atalanta, velocissima nel suo córso, rigida superava i suoi amanti, infino che Ipomenes con maestrevole inganno, come ella medesima volle, la vinse. Ma perchè vo io per gli essempli antichi? Io medesima, non potuta mai da alcuno essere presa, fui presa da te. Tu adunque come tra le molte non hai trovato chi t’abbia preso? La qual cosa io non credo, anzi sicura sono che preso fosti; e se fosti, chi che colei si fosse che con tanta forza ti prese, come a lei non torni? Se tu non vuogli a me tornare, torna a costei che celare non ha saputo il vostro amore; se la fortuna vuogli che a me sia contraria, che forse secondo la tua oppinione l’ho meritato, non nocciano all’altre li miei peccati. Torna almeno ad esse, e serva loro la promessa fede forse prima che a me; non volere, per far noia a me, offenderne tante quante io credo che in isperanza qua n’abbi lasciate, nè possa costà una sola piú che qua molte. Cotesta è oramai tua, nè può, volendo, non essere; dunque, lei sicuramente lasciando, vieni, acciò che quelle, che non tue si possono fare, per tue con la tua presenza le conservi.

Dopo questi molti parlari e vani, però che nè l’orecchie degl’iddii toccavano nè quelle del giovine ingrato, avveniva alcuna volta che io subitamente mutava consiglio, dicendo: O misera, perchè disideri tu che Panfilo qui torni? Credi tu con maggiore pazienza sostenere vicino quello che gravissimo t’è lontano? Tu disideri il tuo danno. E cosí come ora in forse dimori che egli t’ami o no, cosí, lui tornando, potresti divenire certa che non per te, ma per altrui fosse tornato. Stiasi, e innanzi, essendo lontano, te