Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/188

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tuoi molti anni e per li tuoi vecchi membri, li quali omai l’etterno riposo domandano, non ischernire me misera, li cui dolori in parte dovrebbero essere tuoi. Prima torneranno li fiumi alle fonti, ed Espero recherà il chiaro giorno, e Febea co’ raggi del suo fratello darà luce la notte, che torni lo ’ngrato amante. Chi non sa che egli ora ne’ lieti tempi, con altra donna, più amando che mai si rallegra? Ove che egli fosse ora, si tornerebbe egli a lei, non che egli da lei si partisse per venir qua.

Ma ella sùbito seguitò: O Fiammetta, se gl’iddii lieta ricevano l’anima di questo vecchio corpo, la tua balia di niente ti mente; nè si conviene alla mia età omai andare di così fatte cose nessuna persona gabbando, e te massimamente, la quale io amo sopra tutte le cose.

Adunque, - dissi io - come è ciò pervenuto alle tue orecchie, e onde il sai? Dillo tosto, acciò che, se verisimile mi parrà, io mi rallegri della lieta novella.

E levatami del luogo ove io stava, già più lieta m’appressai alla vecchia, ed ella disse: Io, sollecita alli fatti familiari, questa mattina sopra li salati liti, quelli esseguendo, andava con lento passo, e intenta sopra quelli dimorando con le reni al mare rivolta, uno giovine d’una barca saltato, sì come io vidi poi, disavvedutamente portato dall’impeto del suo salto, me urtò gravemente; per che io contra di lui gl’iddii scongiurando, crucciosa rivoltami contra lui per dolermi della ricevuta ingiuria, egli con parole umili subitamente mi chiese perdono. Io il riguardai, e nel viso e nell’abito del paese del tuo Panfilo lo stimai, e dimandailo: Giovine, se Iddio bene ti dia, dimmi, vieni tu di paese lontano?

Sì, donna rispose.

Allora diss’io: Deh, dimmi donde, s’egli è licito.