Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/206

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certo tempo da colui medesimo cui ella avea partorito le fu il marito miseramente ucciso, e del non conosciuto figliuolo divenne sposa, e generògli quattro figliuoli; e così madre e moglie ad un’ora del patricida si vide, e ’l riconobbe poi che egli, del regno e degli occhi privatosi insiememente, la sua colpa fece palese.

Chente l’animo di lei già d’anni piena allora fosse, essendo più di riposo vaga che di angoscia? Pensare si può che fosse dolorosissimo; ma la sua fortuna, ancora non perdonante, più guai aggiunse alla sua miseria. Ella vide con patti tra’ due figliuoli del regnare diviso il tempo, poi al non servante fratello nella città rinchiuso vide dintorno gran parte di Grecia sotto sette re, e ultimamente l’uno l’altro de’ due figliuoli, dopo molte battaglie e incendii, vide uccidere, e sotto altro reggimento, scacciato il marito figliuolo, vide cadere le mura antiche della sua terra edificate al suono della cetara d’Anfione, e perire il regno suo; e impiccatasi, in forse lasciò le figliuole di vituperevole vita. Che poterono più gl’iddii, il mondo e la fortuna contro a costei? Certo nulla mi pare: cerchisi tutto lo ’nferno, appena che in esso tanta miseria si trovi. Ogni parte d’angoscia provò, e così di colpa. Niuna sarebbe che giudicasse la mia potere a questa aggiugnere; e certo io direi che così fosse se ella non fosse amorosa. Chi dubita che costei, sè e la sua casa e il marito degni dell’ira degl’iddii conoscendo, non reputasse li suoi accidenti degni? Certo niuno che lei senta discreta. Se ella fu pazza, vie meno li suoi danni conobbe, li quali non conoscendo, non le dolevano. E chi sè degno conosce del male che egli sostiene, senza noia, o con poca, il comporta.

Ma io mai non commisi