Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/69

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CAPITOLO II. 51

sua mano nel vostro petto cercato se con voi fosse la paurosa anima, e trovatala forte battendo, piagnendo, cento volte e più agli ultimi baci credo vi richiamasse. Ma poi che voi immobile non altramente che marmo vide, qui vi recò, e, dubitando di peggio, lagrimando più volte bagnò il vostro viso, dicendo: O sommi iddii, se nella mia partenza peccato alcuno si contiene, venga sopra di me il giudicio, non sopra la non colpevole donna. Rendete a’ luoghi suoi la smarrita anima, sì che di questo ultimo bene, cioè di vedermi nella mia partita e di darmi gli ultimi baci dicendo addio, ed ella e io siamo consolati. Ma poi che vide voi non risentirvi, quasi senza consiglio, ignorando che farsi, pianamente in sul letto posatavi, quali le marine onde, da’ venti e dalla pioggia sospinte, ora innanzi vengono e quando addietro si tornano, cotale da voi partendosi infino in sul limitare dell’uscio della camera pigramente andando, mirava per le finestre il minacciante cielo nemico alla sua dimora; e quindi subitamente verso voi ritornava, da capo chiamandovi e aggiungendo lagrime e baci al vostro viso. Ma poi che così ebbe fatto più volte, vedendo che più lunga non poteva essere con voi la sua dimora, abbracciandovi disse: O dolcissima donna, unica speranza del tristo cuore, la quale io, a forza partendomi, lascio in dubbia vita, Iddio ti renda il perduto conforto, e te a me tanto servi che insieme felici ancora ci possiamo rivedere, sì come sconsolati ne divide l’amara partenza. E così come le parole diceva, così continuamente piagneva forte, tanto che i singhiozzi del suo pianto più volte mi fecero paura che non che da’ nostri di casa, ma che da’ vicini sentiti non