Pagina:Boccaccio - Fiammetta di Giovanni Boccaccio corretta sui testi a penna, 1829.djvu/86

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ira a’ venti e all’onde, in quelle è forse perito? Niuna altra cagione tolse Leandro ad Ero. Or chi puote ancora sapere se esso, da fortuna sospinto ad alcuno inabitato scoglio, quivi la morte fuggendo dell’acqua, quella della fame o delle rapaci bestie ha acquistata? O in su quelli come Achemenide, forse per dimenticanza lasciato, aspetta chi qua nel rechi? Chi non sa ancora che il mare è pieno d’insidie? Forse è esso da inimiche mani preso, o da pirate, e nell’altrui prigioni con ferri stretto è ritenuto. Tutte queste cose essere possono, e molte volte già le vedemmo avvenire.

Dall’altra parte poi mi si parava nella mente non essere per terra più sicuro il suo camino, e in quello similmente mille accidenti possibili a ritenerlo vedea. Io, subitamente correndo con l’animo pure alle piggiori cose, estimando a lui più giusta scusa trovare quanto più grave la cosa poneva, alcuna volta pensava: Ecco, il sole, più che l’usato caldo, dissolve le nevi negli alti monti, onde i fiumi furiosi e con onde torbide corrono; de’ quali egli non pochi ha a passare. Or se egli in alcuno, volonteroso di trapassare, s’è messo, e in quello caduto e col cavallo insieme tirato e ravvolto ha renduto lo spirito, come può egli venire? Li fiumi non apparano ora di nuovo a fare queste ingiurie a’ caminanti, nè a tranghiottire gli uomini. Ma se pur da questo è campato, forse negli agguati de’ ladroni è incappato, e rubato e ritenuto è da loro; o forse nel camino infermato in alcuna parte ora dimora e, ricuperata la sanità, senza fallo qui ne verrà.

Ohimè! che qualora cotali imaginazioni mi teneano, un freddo sudore m’occupava tutta, e sì di ciò divenia paurosa, che sovente in prieghi