Pagina:Boccaccio - Il Filostrato di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto su i testi a penna, 1831.djvu/9

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AI LETTORI

L’EDITORE




Fra le opere minori del Boccaccio che si leggevano in stampe alterate e scorrette, nessuna se ne trova che fosse stata tanto maltrattata e guasta quanto il poema intitolato il Filostrato. Non intendo di parlare delle poche e rarissime edizioni del Sec. XV., ma della più recente e comune, che fu eseguita in Parigi da Didot il maggiore nel 1789, per opera e cura di un tal fra Luigi Baroni servita, che l’indirizzò con sua dedica al duca Sigismondo di Montmorency-Luxemburgo. L’editore nel suo breve discorso preliminare si annunzia subito imperito bibliografo, asserendo che egli dà alla luce la prima volta il Filostrato del Boccaccio, quando è notissimo che ne esistono più edizioni del primo secolo della stampa. Parla inoltre delle lodi prodigate a questo poema da Anton Maria Salvini e da Apostolo Zeno, ed aggiunge che questi due dotti opinavano che per due ragioni il Filostrato sia restato inedito e abbandonato, e son queste: «La prima, dicono essi, si è stata la riputazione grandissima che hanno data all’autore le opere scritte in pro-