Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/155

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SOPRA DANTE 135

dre di Roma. Appresso partitosi Julio Proculo, il quale fu bisnepote di Julio Silvio, da Romolo re d’Alba, e discendente come detto è d’Enea; e venutosene con Romolo ad abitare a Roma, quivi fondò la famiglia de’ Giulii, secondo che Eusebio, in libro temporum, dice: li quali poi in Roma, per continue successioni, perseverando infino a Gaio Julio Cesare pervennero: il quale non avendo alcun figliuolo, s’adottò in figliuolo Ottaviano Ottavio (li cui antichi, secondo che dice Svetonio, de xii. Caesaribus, furono di Velletri) figliuolo d’una sua sirocchia carnale chiamata Julia: ed in costui poi fu di pari consentimento del senato e del popolo di Roma, come davanti è detto, commesso il governo della repubblica, e fu cognominato Augusto: e fu il primo imperadore, e de’ discendenti di Enea: e così Enea fu similmente padre dell’imperio, cioè della dignità imperiale. La quale, cioè Roma, e ’l quale, imperio, a voler dir lo vero, Fur stabiliti, ordinati, per evidenza da Dio, per lo loco santo, cioè per la fede apostolica, U’ siede il successor, cioè il papa, del maggior Piero, cioè di san Piero apostolo, il quale chiama maggiore per la dignità papale, e a differenza di più altri santi uomini nominati Piero. E che questo fosse preveduto, e ordinato da Dio, appare nelle cose seguite poi, tra le quali sappiamo, Constantino imperadore, mondato della lebbra da san Silvestro papa, lasciò Roma e la imperial sede 1 al papa, e andossene in Constantinopoli: e oltre a que-

  1. Sedie.