Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/192

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172 COMENTO DEL BOCCACCI

ad ottima distinguitrice delle cose nocive dall’utile. E convenevole cosa è, che colui al quale è commessa la guardia d’alcuna cosa, che egli stea nella più sublime parte di quella, acciocchè esso possa vedere e discernere di lontano ogni cosa emergente, e a quelle cose che fossero avverse alla cosa la qual guarda, opporsi e trovar rimedio per lo quale da sè le dilunghi: la qual cosa ne’ sensati uomini ottimamente fu la ragion posta nella superiore parte di noi. Oltre a questo, come il savio re pone il suo real solio in quella parte del suo regno nella qual conosce esser di maggior bisogno la sua presenza, acciocchè per quella si tolgan via le sedizioni e i movimenti inimichevoli, fu di bisogno la ragione esser posta nel cerebro; perciocchè quivi è più di pericolo che in tutto il rimanente del nostro corpo. E la ragione è, perciocchè nella nostra testa sono gli occhi, gli orecchi, la bocca e tutti gli altri sensi del corpo, li quali con ogni stanzia nutricano il regno della ragione. E perciò se loro vicina non fosse, potrebbon muovere cose assai dannose, dove dalla ragione sono oppresse e diminuite le forze loro. E questa sedia della ragione essere nel nostro cerebro, e perchè qui, ottimamente sotto maravigliosa fizione dimostra Virgilio nel primo dell’Eneida, dove dice:

Æoliam venit. Hic vasto Rex Æolus antro.

E appresso a questo, in più altri versi, È adunque nel limbo, cioè nella superior parte di questo minor mondo, la ragione, e quindi la muove la grazia saivlficante in soccorso del peccatore. Il quale movimento, non si dee altro intendere, se non un rilevarla