Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/224

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
204 COMENTO DEL BOCCACCI

stupore messo nell’autore, ed essere stato tanto che quello ne sia seguito che dice, cioè,

E caddi, come l’uom, cui sonno piglia.


ALLEGORIE DEL TERZO CAPITOLO


Per me si va nella città dolente.

Nel principio del presente canto si continua l’autore alle cose dette nella fine del precedente, laddove disse, per le vere dimostrazioni fattegli dalla ragione, sè avere la viltà dell’animo posta giuso, essersi ritornato nel proponimento primo; e così dietro alla ragione essersi rientrato nel cammino da dovere poter pervenire allo stato della grazia, e quindi ad eterna salute come desiderava: e camminando mostra sè alla porta dello inferno essere pervenuto. E sono intorno al senso allegorico di questo canto da considerare tre cose. La prima è, quello che l’autore voglia intendere per questa porta. La seconda, come si conformi il supplicio dato a’ cattivi con la colpa loro. La terza, quello che l’autore voglia sentire per lo fiume d’Acheronte e per lo nocchiere; ed oltre a ciò, per lo accidente a lui avvenuto: e queste vedute assai convenientemente senza il senso allegorico del presente canto. Avendo adunque riguardo a parte delle parole scritte sopra la porta, la quale l’autor descrive, e alla ampiezza di quella, e similemente all’averla senza alcun serrame trovata, possiam comprendere quella essere la via della morte conciosiacosachè il nostro Signore dica nell’Evangelio: intrate per