Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/231

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SOPRA DANTE 211

dimensione di tempo. De’ dannati non si può dir così; perciocchè di questa vita vanno in morte perpetua; e perciò pare che il tempo abbia a determinare con certo numero d’anni e di dì lo spazio della presente vita, la quale quantunque piena d’afflizioni e di fatiche sia, è nondimeno beata stata a’ dannati, per rispetto di quella alla quale in morte perpetua son trapassati.

Ma da vedere è quello che intender voglia l’autore per lo remo di questo nocchiere. E il remo uu bastone lungo, col quale il nocchiere fa muovere la sua nave, e con esso la mena e dirizza d’un luogo ad un altro. Col quale remo l’autor dice, questo dimonio battere l’anime le quali s’adagiano nella sua nave; intendendo per questo la sollecitudine di coloro, li quali all’acquisto delle cose temporali son tutti dati; perciocchè questa sollecitudine dalla varietà del tempo, e dalla qualità delle cose imprese stimolata, non lascia alcun cupido sentire alcun riposo, ma egualmente il dì e la notte, o in pensieri o in opera gli tiene occupati: e sempre con nuove dimostrazioni, a varie operazioni gli sospigne, molesta e affligge, in guisa che, non che riposo prendere, ma elle non lasciano altrui avere spazio di respirare. E se di ciò per avventura alcuno esemplo aspettaste, lasciando stare la sollecitudine pastorale de’ sommi pontefici, le grandi imprese de’ re, de’ principi e de’ signori, riguardate con l’occhio della mente quelle de’ mercatanti, co’ quali noi continuamente siamo, ogni piccolo movimento, ora in Inghilterra, ora in Fiandra, ora in Ispagna, ora in Cipri, ora in una parte e ora