Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/258

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238 COMENTO DEL BOCCACCI

re; e nelle sue opere fu grato a Dio: e avuti di più femmine figliuoli, e invecchiato molto si morì, e lasciò in suo luogo re Salomone suo figliuolo, E Israel, cioè Jacob, il quale fu figliuolo di Isaac: ed essendo prima del ventre della madre uscito Esaù, e per quello appartenendosi a lui le prime geniture, quelle acquistò con una scodella di lenti la quale gli donò, tornando esso affamato da cacciare: e tornandosi esso di Mesopotania, dove dopo la morte d’Isaac, per paura d’Esaù fuggito s’era, siccome nel Genesi si legge, tutta una notte fece con un uomo da lui non conosciuto alle braccia: e non potendo da quell’uomo esser vinto venendo l’aurora, disse quell’uomo: lasciami;, al quale Giacob rispose di non lasciarlo, se da lui benedetto non fosse: il quale colui domandando come era il nome suo, a cui esso rispose, io son chiamato Jacob: e quell’uomo disse: non fia così, il tuo nome sarà Israel; perciocchè se tu se’ forte contro a Dio, pensa quello che tu potrai contro agli altri uomini: e toccatogli il nervo dell’anca, gliele indeboli in sì fatta maniera, che sempre poi andò sciancato: per questa cagione i Giudei non mangiano di nervo: col padre, cioè Isaac, il quale fu figliuolo d’Abraam, e co’ suoi nati, cioè di Giacob, li quali furono dodici acquistati di quattro femmine: e da’ quali le dodici tribi d’Israel ebbero origine, e ciascuna fu dinominata da un di questi dodici, cioè da quello dal quale aveva origine tratta.

E con Rachele, per cui tanto fè’,

Jacob, il quale avendo per li consigli di Rebecca sua madre ricevute tutte le benedizioni da Isaac suo pa-