Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/260

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240 COMENTO DEL BOCCACCI

gliuoli, che quando da Dio vicitati fossero, e nella terra di promissione tornassero, seco di quindi l’ossa sua ne portassero. E altri molti, siccome Eva, Set, Sara, Kebecca, Isaia, Jeremìa, Ezechiel, Daniel, e gli altri profeti e Giovanni Batista, e simili a questi, e fecegli beati, menandonegli in vita eterna, nella quale è vera e perpetua beatitudine:

E vo’ che sappi, che dinanzi ad essi,

cioè innanzi che costoro beatificati fossero,

Spiriti umani non eran salvati,

e ciò era per lo peccato del primo parente, il quale ancora non era purgato: ma tolta via quella colpa per la passione di Cristo, furon quelli che bene aveano aoperato liberati dalla prigione del diavolo, e aperta loro e a coloro che appresso doveano venire, e bene adoperare, la porta del paradiso. Non lasciavam l’andar. Questa è la seconda parte principale della seconda di questo canto, nella quale 1’autore dimostra come procedendo avanti, pervenisse a vedere la terza spezie degli spiriti che in quel cerchio dimoravano. Ed in questa parte fa l’autore quattro cose: nella prima dice sè aver veduto in quel luogo un lume: nella seconda dice, come Virgilio da quattro poeti fu, tornando, ricevuto: nella terza dice, come con quegli cinque poeti entrasse in un castello, nel quale vide i magnifìchi spiriti: nella quarta dice, come egli e Virgilio dagli quattro poeti si partissero. La seconda comincia quivi: In tanto voce. La terza quivi: Così andammo infino, La quarta quivi: La sesta compagnia. Dice adunque: Non lasciavam, Virgilio ed io, l’andar perch’el dicessi, cioè