Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/279

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SOPRA DANTE 259

solamente alcuno n’aspettò per non accusare sè medesimo, ma eziandio non sofferse di vedere nè i tormenti nè i tormentatori, ma come domandato fu, se in questa congiurazione era colpevole, prestamente il confessò: e non solamente gli bastò di avere accusato sè, ma con seco insieme accusò Atilla sua madre: per la qual cosa morto già Lucio Anneo Seneca suo zio, essendo a M. Annenio commesso da Nerone che morire il facesse, si fece in un bagno aprir le vene; e sentendo già per lo diminuimento del sangue le parti inferiori divenir fredde, secondochè scrive il predetto Cornelio, ricordatosi di certi versi già composti da lui d’uno uom d’arme, il quale per perdimento di sangue morire in quelli racconta, quelli a’ circunstanti raccontò, ed in quelli l’ultime sue parole e la vita finirono. Perocchè ciascun, di questi quattro nominati, meco si conviene, cioè si confà, o è conforme,

Nel nome che sonò la voce sola,

cioè che dice che udì,

Onorate l’altissimo poeta:

nella qual voce sola non è alcun altro nome sustantivo se non poeta: nel qual nome dice, questi quattro convenirsi con lui, in quanto ciascun di questi quattro è così chiamato poeta come Virgilio: ma in altro con lui non si convengono; perciocchè le materie delle quali ciascun di loro parlò, non furono uniformi con quella di che scrisse Virgilio: in quanto Omero scrisse delle battaglie fatte a Troia, e degli errori d’Ulisse, Orazio scrisse ode e satire, Ovidio epistole e trasformazioni, Lucano le guerre cittadine