Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/304

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
284 COMENTO DEL BOCCACCI

desiderò d’avere alcuna figliuola di lui. E per cattare l’amore e la benivolenza sua, con gran moltitudine delle sue femmine, contro a’ Greci venne in aiuto de’ Troiani; ma non potè quello che desiderava adempiere, perciocchè trovò, quando giunse, Ettorre esser già morto; ma nondimeno mirabilmente più volte per la salute di Troia combattè; al fine combattendo fu uccisa. E secondochè alcuni scrivono, costei fu che prima trovò la scure: vero è che quella che da lei fu trovata aveva due tagli, dove le nostre n’hanno un solo. Dall’altra parte, forse a rincontro a’ nominati, vidi il re Latino.

Latino fu re de’ Laurenti, e figliuolo di Fauno re de’ discendenti di Saturno, e d’una ninfa Laurente, chiamata Marica, siccome Virgilio nell’Eneida dice:

— — — — Rex arva Latinus, et urbes
Jani senior longa placidas in pace regebat'.
Hunc Fauno, et Nympha genitum Laurente Marica Accipimus.

Ma Giustino non dice così; anzi dice che egli fu nepote di Fauno, cioè figliuolo della figliuola, in questa forma: che tornando Ercole di Spagna, avendo vinto Gerione, e pervenendo nella contrada di Fauno, egli giacque con la figliuola, e di quello congiugnimento nacque Latino. E così non di Fauno, ma d’Ercole sarebbe Latino stato figliuolo. Ma Servio sopra Virgilio dice, che secondo Esiodo in quello libro il quale egli compose chiamato Aspidopia, che Latino fu figliuolo d’Ulisse e di Circe, la quale alcuni chiamarono Marica; e però dice il detto Ser-