Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/359

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SOPRA DANTE 339

mini e femmine non famose, e come sono tutti coloro li quali esso nominatamente descrive.

Intorno alla qual descrizione, son certi eccellenti uomini a’ quali non pare che in questa parte l’autore senta tanto bene, cioè in quanto mostra opinare una medesima pena convenirsi per lo peccato originale a quegli li quali ad età perfetta pervennero, e a quegli i quali avanti che a quella pervenissero morirono. E la ragione che a questo gli muove par che sia questa. Che i primi, cioè gli uomini, pare che dalla ragione naturale mossi, dovessero cercare della notizia del vero Iddio, e così lavarsi della macchia del peccato originale; e perocchè no ’l fecero, non pare che la ignoranza gli scusi, come fa coloro li quali anzi l’età perfetta morirono: e per conseguente, per la negligenza in ciò avuta, meritano maggior pena, e perciò in ciò non pare che 1’autore abbia tanto bene opinato.

Egli è assai manifesta cosa che la ignoranza in coloro, e massimamente ne’ quali dee essere intera cognizione, e per età e per ingegno, non scusa il peccato: conciosiacosachè noi leggiamo, quella essere stata redarguita da Dio in nostro ammaestramento, laddove dice per Jeremia: Milvus in coelo, et hirundo, et ciconia cognoverunt tempus suum; Israel autem me non cognovit; perchè meritamente segue agl’ignoranti quello che san Paolo dice: Ignorans, ignorabitur, e massimamente a quegli de’ quali pare che senta il Salmista, dove dice: Noluit intelllgere, ut bonum ageret. Perchè senza alcun dubbio si dee credere, che a questi cotali, li quali di