Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo I, 1831.djvu/44

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24 COMENTO DEL BOCCACCI

meno, siccome per lo Salmista si comprende nel Salmo 89. dove dice: anni nostri sicut aranea meditabuntur; dies annorum nostrorum in ipsis septunginta anni; si autem in potentatibus octoginta anni. et amplius eorum labor, et dolor. E perciò colui il quale perviene a trentacinque anni, si può dire essere nel mezzo della nostra vita. Ed è figurata nella forma d’un arco, dalla prima stremità della quale infino al mezzo si salga, e dal mezzo infino all’altra estremità si discenda: e questo è stimato, perciocchè infino all’età di trentacinque anni, o in quel torno, pare sempre le forze degli uomini aumentarsi, e quel termine passato diminuirsi: e a questo termine d’anni pare che l’autore pervenuto fosse, quando prima s’accorse del suo errore. E che egli fosse così, assai ben si verifica per quello che già mi ragionasse un valente uomo, chiamato ser Piero di messer Giardino da Ravenna, il quale fu uno de’ più intimi amici e servidori che Dante avesse in Ravenna; affermandomi avere avuto da Dante, giacendo egli nella infermità della quale e’ morì, lui avere di tanto trapassato il cinquantesimosesto anno, quanto dal preterito maggio aveva infino a quel dì. E assai ne costa Dante essere morto negli anni di Cristo 1321. dì 14. di settembre; perchè sottraendo 21. di 56. restano 35. e cotanti anni aveva nel 1300. quando mostra avere la detta opera incominciata: perchè appare ottimamente la sua età essere descritta dicendo: Nel mezzo del cammin, cioè dello spazio di nostra vita, cioè di noi mortali, mi ri-