Pagina:Boccaccio - Il comento sopra la Commedia di Dante Alighieri di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto sopra un testo a penna. Tomo III, 1832.djvu/207

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SOPRA DANTE 199

CAPITOLO QUINDICESIMO



Ora cen porta l’un de’ duri margini ec.

Continuasi l’autore al precedente canto, in quanto nella fine d’esso mostra, che gli argini di quel ruscelletto, il quale per la rena arsiccia correa, fanno via a chi vuole giù discendere, non essendo di quegli i quali sono a quella pena dannati, e nel principio di questo dimostra come su per l’uno delli detti argini con Virgilio andava. E dividesi questo canto in due parti: nella prima descrive l’autore la qualità del luogo, e massimamente degli argini sopra i quali andava, la qualità di quegli dando con alcuna dimostrazione d’esempli ad intendere: nella seconda dimostra, come da una schiera d’anime dannate in quel luogo guatato fosse, e riconosciuto da ser Brunetto Latino, e come con lui della sua fortuna futura lungamente parlasse: e comincia questa seconda quivi: Già eravam dalla selva. Dice adunque primieramente,

Ora cen porta l’un de duri margini;

e in quanto dice, cen porta, parla impropriamente, perciocchè il portare appartiene alle cose mobili; come sono i cavalli, gli uomini, e le navi, e le carra e simili cose, e non alle cose che non si muovono, che son di quelle quei margini, e perciò si dee intendere, che essi sè medesimi portando andavano su per l’uno de’ detti margini: e dice l’uno, perciocchè nel precedente canto ha mostrato quegli essere due, e similmente dice duri, perchè questo an-