Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/174

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156 LA TESEIDE


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Egli usci fuori e gío in luogo solo,
     E ’n fra sè stesso cominciò a pensare:
     Prima gli venne nel pensiero il volo
     Che Dedal fe’ con Icar per campare;
     Ma nol vide possibil; poi d’imbolo
     S’immaginò lui di prigion cavare;
     Ma non gli parve via ben ben sicura,
     Però non se ne mise in avventura.

18


Similemente pensò per danari
     Voler corromper le guardie vegghianti,
     Sentendo loro in generale avari;
     Ma mal pareagli a fidarsi di tanti,
     Quanti di nuovo lì venian vicari
     Senza lunga dimora essere stanti:
     E in breve non vedea di poter fare
     Ciò che intendea colle guardie trattare.

19


Ma pur gli venne un modo in pensamento,
     Che in fra gli altri gli parve migliore;
     E dopo molto disaminamento
     Il si fermò con ordine nel core;
     Pensando che il suo intendimento
     Saria fornito e quel del suo signore,
     Al qual n’andò là dov’era prigione,
     E così cominciò a Palemone.