Pagina:Boccaccio - La Teseide di Giovanni Boccaccio nuovamente corretta sui testi a penna, 1831.djvu/343

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LIBRO NONO 325


59


Questo ch’è stato non tornerà mai
     Per alcun tempo che stato non sia,
     Però vi prego quanto posso assai,
     Cari amici, per vostra cortesia,
     Che l’abito, che avete pien di guai
     Vestito per dolor, cacciate via,
     E nel pristino stato ritorniate,
     E con noi insieme tutti festeggiate.

60


Liberi siete omai, poich’adempiuto
     Avete del trionfo la ragione:
     Ben vo’ però che fia fermo tenuto
     Ciò che nel bosco dissi a Palemone,
     Il qual dee esser da noi ritenuto,
     E servato ad Emilia per prigione;
     E ella faccia di lui il suo volere
     O poco, o assai, come l’è in piacere.

61


Piacque a costoro il parlar di Teseo,
     Benchè ’n parte non ver tenesser quello:
     Perchè lieto ciascun quanto poteo
     Senza dimoro tornò al suo ostello:
     Quivi d’abito nuovo si rifeo,
     Siccome prima piacevole e bello;
     Ed a cui fu bisogno medicare,
     Fur tosto fatti medici trovare.