Pagina:Boccaccio - Ninfale fiesolano di Giovanni Boccaccio ridotto a vera lezione, 1834.djvu/308

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tre d’aver vedute alcune delle cose descritte da lui. Nondimeno mentre con attenzione leggendo il tutto l’esamino, non solamente non potrò concedere che tale scritto sia proporzionato a’ meriti di quell’uomo venerabilissimo, ma neppure che del tuo talento sia degno; anzi lo veggo ridondante di tale e tanta disordinata superfluità di parole, che nel leggerlo mi verrebbe a fastidio. Laonde sembrandomi che tolte le superfluità, ti riuscirebbe la lettura più cara, io Giovanni dietro le vestigie di Giovanni, senza toglier nulla del sostanziale, l’ho trascritto in stile alquanto migliore per mandarlo a te. Se avrò fatta cosa di tuo piacere, bene; se stimerai meglio d’avere l’originale, più adatto invero ad una brigata di donnicciuole, che a dilettare uomini letterati, avvisami, ed avrò cura che tu possa averlo. Addio, maestro eccellente.

Scrissi nel quarto dì avanti le none di Gennaio, nella scolo1 di quasi tutta l’ltalia Cisalpina.





  1. Ravenna.