Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/14

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anco è per me la morte!
Ma se tu forse, o padre,
per soverchia pietà del mio dolore
la sua morte m’ascondi,
del tuo pietoso inganno
fin qui ti doni il ciel, non so s’io dica
o mercede o perdono.
Ma poich’ora la strada
per la mano de’ traci
apre si larga a la mia morte il fato,
abbia pur fine omai
cotesto mal per me pietoso inganno.
Se Tirsi è giunto a morte,
colà certo m’aspetta;
ed or che qui mi scorge
cosi vicina al varco,
eccol (parmi ch’io ? veggia)
mi vien incontro: e mentre
ei porge a me la mano,
sarà ch’io volga a lui le spalle? Ahi lassa!
Mel.Or con questi sospiri
finirلn le tue favole?
Vive, vive il tuo Tirsi.
Oh tu se’ discredente !
Per lo ciel, per la terra
mille volte il giurai, ned anco il credi?
Ei vive, dico, e viva
al tuo amor, al tuo sposo, a la tua vita
la tua vita riserba.
Clori.Ed è pur vero? e fia ch’io ? creda? vive,
vive dunque il mio Tirsi? ah verrà mai
quel di ch’io lo riveggia?
Mel. Verrà, se tu l’aspetti.
Clori.E quando fia giammai?
Mel.Tosto non vedi
se ? ciel, che i di rimena,