Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/180

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Ma disfacciasi questo affascinamento, disciolgasi questo prestigio, e tosto vedranno i meschinelli che là dove ora come incantati non sanno volger gli occhi se non d’intorno ad una sola e povera bellezza, incontinente apparirà loro d’infinite bellezze riccamente il cielo e la terra adornati. E dove ora col picciol lumicino d’una lucernetta, che ha poco d’olio e sottilissimo il lucignuolo, vanno a tentone, scopriranno mille chiarissime lampe che illumineranno il cammin del cielo e mostreran loro la bellezza divina. Insomma, o signori, il ridursi nell’angustia d’un amor solo non è altro che un tar- parsi l’ali da rivolare al cielo, non è altro ch’uno storpiar G immagine da innamorar di Dio; là dove il mirare, il va- gheggiare e l’amar in molti amanti molte bellezze non è altro che un raffinar i colori, accrescere i lumi e dar più compiuta l’ultima mano alla imagine che dobbiam figurarci di Dio, non è altro che uno innestar molte penne all’ali lo- gorate dell’anima, ond’ella ha da rivolar al cielo. Ma no, no, vo’parlar chiaro, vo’che ciascun m’intenda. La conclusione è questa: se l’amor non è pudico, non amare né pur un solo; s’egli è pudico, amane mille, che poco men che tanti n’amٍ il pudicamente innamorato Socrate. Egli è ben vero, uditemi, che chi non si sente d’aver il cuor di Socrate in petto, per mio consiglio certo con amor molto né poco non treschi: so che l’amor terreno, la terrena bellezza è scala che saglie al cielo; ma non è scala da gottosi, e tutti siam gottosi. La superfluità degli umori in tutti abbonda di so- verchio; a chi non ha ? pie ben fermo è per questa scala più agevole il precipizio che la salita. Ma, per molto ch’io mi dica, pochi veggio che a’ miei detti acconsentano; e molti in fin di quassuso odo contro di me gire bucinando: costui vorrebbe, con lo ’ntrodur molti amori, tutto scacciar l’amore. Ed io, che per le cose che rimangono a dire ho più che mai bisogno della vostra benigna attenzione, non vo’ maggiormente irritarvi. Se non vi piace che più d’uno amar si deggia, con- tentatevi almeno che si possa: che essendo questo il primo punto dell’amor di Celia, passeremo ormai al secondo.