Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/204

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XIV. Che l’una e l’altra opinione favoreggia l’am- biguità di Celia. — L’opinione adunque di Corrado è tutta dirittamente a favor di Celia, perocché, se fra oggetti eguali la volontà non ha possanza di determinarsi, che meraviglia che la poverella di Celia fra due egualmente da lei amati pastori non sapesse trovar la strada di isvilupparsi? E vera- mente (qual ch’ella sia l’opinion di questo dottore) non do- verebbe esser disdetto ad un favoleggiatore di poter fondar il verisimile dei suoi ritrovamenti sopra l’opinion di gravi e d’approvati autori. Il Medina poi, benché dica la volontà fra oggetti eguali potersi determinare, non dice perٍ che non possa anche non determinarsi: onde in questa parte, s’egli non favorisce, non è perٍ che né anche ripugni alla indeter- minazione di Celia. Ma la favorisce bene apertamente, là dove concludendo dice che, mentre lo intelletto apprende gli oggetti per ogni parte eguali, la volontà mai non si moverebbe, se non con l’imperio della ragione. Ma quando la ragion è fiacca, imperai atiimus, ut velit animus (dice sant’Agostino) nee tarnen facit. E perché? Quia imperfecte imperai, risponde san Tomaso. E d’onde ciٍ gli avviene? Imperfectum autem Imperium contingit ex hoc, quod ratio ex diversis partions mo- vetur ad imperandum vel non imperandum, unde fluctuât inter duo, et non perfecte imperai. Come appunto n’avveniva a Celia. La qual fluttuazione, si come è più fiera là dove la ragione è più debole e l’affetto più impetuoso, cosi certo ne’ casi amorosi ella è fierissima. Udite l’innamorato Alcesimarco nella Cistellaria di Plauto: Iactor, crucior, agitor, stimulor, versor in amoris rota miser, exanimor, feror, differor, distrahor, diripior, ita nubilam mentem animi habeo. Ubi sum, ibi non sum: ubi non sum, ibist animus. Ita mi omnia sunt ingenia. Quod lubet, non lubet iam id continuo.