Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/18

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Mentre Paolo Boselli parlava, con paterna eloquenza, agli operai di Milano, pareva l’araldo di una nuova civiltà e di una nuova armonia di convivenza fra le classi sociali; armonia fondata, come ha detto testé ai laburisti inglesi il primo Ministro d’Australia, non sull’equilibrio meccanico derivante dal contrasto di interessi diversi, ma sul risultato della loro cooperazione ispirata e governata dalla giustizia.

Fervido, così nell’evocare davanti un commosso uditorio di cittadini, quelle recenti glorie della nazione delle quali è stato testimonio, come nell’additare alla nazione la mèta alla quale devono giungere la lotta degli eserciti e il sacrificio dei cittadini non combattenti; guida conciliatrice d’elementi diversi, lealmente fusi in questo divino sforzo della Patria, Paolo Boselli, può bene considerarsi come l’uomo rappresentativo della nostra antica razza, rinverdita e ringagliardita dai nuovi germogli, che ci rendono degni dell’ammirazione degli stessi nemici e ci esaltano, legittimamente, davanti al mondo intero.

Roma, ottobre 1917.

Eugenio Valli
Senatore del Regno