Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/55

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E ieri quando l’onorevole Dugoni proponeva che si sentissero per determinare i prezzi e gli acquisti militari persone competenti intorno al ministro di agricoltura e al ministro della guerra, pensavo che l’amico e collega Raineri riterrà molto utile di seguire questo consiglio non nuovo per lui, che già cominciò a richiedere simili cooperazioni di uomini di speciale competenza. (Approvazioni — Commenti).

E qui, prossimo alla fine, dirò all’onorevole Giacomo Ferri che io, modesto cultore di studi storici, so quanto sia difficile scrivere la storia, anche cercandola nei documenti degli archivi. Peggio scrivere la storia della crisi. E posso assicurarlo che quando si indugiò a parlare della storia delle crisi, ha seguito delle informazioni fantastiche, non corrispondenti alla realtà dei fatti che si sono svolti da parte mia e a me d’intorno. Egli si dilettò a fare con molta vivacità ed anche con molta arguzia dei profili.

Ora nel mio profilo, del quale gli sono gratissimo, c’è una parola che, pel posto in cui ho l’onore di essere, non mi è sembrata tale da poterla accogliere come caratteristica per l’azione mia. Egli disse che io sono, un uomo lodato per la mia mitezza. (Ilarità — Commenti). Sentendo quel suo aggettivo, io mi sono ricordato dell’incontro che fece Dante nel Purgatorio, con quel signore d’Atene, che era «benigno e mite» il quale, con volto temperato, gli disse ciò che intendeva per mitezza.

Che farem noi a chi mal ne desira,
Se quei che ci ama è per noi condannato?

Ciò significa che la mitezza si deve adoperare verso coloro che amano, cioè, in questo caso, verso coloro