Pagina:Bruno - Cena de le ceneri.djvu/44

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30 la cena de le ceneri


Teo. E soggiunge: In molti anni la prudenza. Se voi intendeste bene quel che dite, vedreste, che dal vostro fondamento s’inferisce il contrario di quel che pensate: voglio dire, che noi siamo più vecchi ed abbiamo più lunga età, che i nostri predecessori, intendo per quel che appartiene in certi giudizi, come in proposito. Non ha possuto essere sì maturo il giudizio d’Eudosso, che visse poco dopo la rinascente astronomia, se pur in esso non rinacque, come quello di Calippo, che visse trent'anni dopo la morte d’Alessandro magno; il quale, come giunse anni ad anni, possea giungere ancora osservanze ad osservanze. Ipparco, per la medesma ragione, dovea saperne più di Calippo, perchè vidde la mutazione fatta sino a cento nonanta sei anni dopo la morte d’Alessandro. Menelao, romano geometra, perchè vidde la differenza de’ moti quattrocento sessanta dui anni dopo Alessandro morto, è ragione che n’intendesse più ch’Ipparco. Più ne dovea vedere Macometto Aracense mille duecento e dui anni dopo quello. Più n’ha veduto il Copernico quasi a’nostri tempi a presso la medesma anni mille ottocento quarantanove. Ma che di questi alcuni, che son stati a presso, non siino però stati più accorti, che quei, ’che furon prima, e che la moltitudine di que’, che sono a’ nostri tempi, non ha però più sale, questo accade perciò che quelli non vissero, e questi non vivono gli anni altrui, e, quel ch'è peggio, vissero morti quelli e questi ne gli anni proprii.

Pru. Dite quel che vi piace, tiratela a vostro bel piacer, dove vi pare, io sono amico dell’antichità, e quanto appartiene a le vostre opinioni, o paradossi, non credo, che sì molti e sì saggi, sien stati ignoranti, come pensate voi ed altri amici di novità.