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Pagina:C. Morisani - Ricordi storici, Reggio C., Ceruso, 1872.djvu/131

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durre Vial, scorgendo il nemico in ordine d’attacco volle prevenirlo. Ordinò al tenente Francesco Blasi, comandante la mezza batteria a schiena, di avanzare con due pezzi sulla dritta uno sulla sinistra, sostenuti dai Cacciatori del 5.° battaglione. Costui, dice Melendez nel suo rapporto »usò tale aggiustatezza nel tiro, che al primo scoppio d’una granata, infranse un uffiziale nemico, che portava una bandiera, onde gli altri ai ripetuti colpi si diedero a gambe su pei monti. Seguiva il trarre della fucileria e dell’artiglieria, da circa due ore, quando una bandiera parlamentaria sventolò nel bel mezzo della posizione nemica.» Melendez cadde nella trappola, fece immediatamente cessare il fuoco su tutta la linea, ed ordinò al suo Capo di Stato maggiore capitano Torrenteros, che accompagnato da due soldati ed una tromba si fosse recato ad incontrare il parlamentario garibaldino fuori la linea d’attacco. Ivi il colonnello Corrao Siciliano l’invitò a recarsi presso il suo generale Garibaldi, al che egli aderì dietro autorizzazione del Melendez, il quale, perchè il garibaldino era in compagnia di Menotti ed altri uffiziali, volle che Torrenteros fosse accompagnato dal 1.° tenente Rammacca dello Stato maggiore, dall’alfiere Paglieri alla sua immediazione, e dall’alfiere Giordano all’immediazione del Briganti, che fin dal mattino avea abbandonato. Garibaldi accolse i napoletani con ogni cortesia,