dettero anch’essi al primo apparire delle camicie rosse, ma più rimarcabile fu la resa del castello di Scilla, atto a valida resistenza, armato di 22 cannoni, 14 dei quali battevano la regia strada, una compagnia del 1.° di linea, 50 zappatori minatori, più gli artiglieri formavano il presidio della fortezza, comandante il capitano Giuseppe Polistena. Sciolta la sua brigata, 23 Agosto, Briganti si dirigeva per Monteleone colla scorta d’un lanciere, al castello di Scilla fermò. Volle vedere le preparate difese, e nell’andar via disse al guardia Francesco Grillo, comandante le artiglierie, presente il comandante. = badate a non spargere sangue, non fate fuoco se non aggrediti. = Poche ore dopo qualche centinaio di garibaldini si fermarono dietro il tempietto dell’Addolorata fuori la visuale del forte, e un tal Gargea allora oapitano si recò in compagnia del medico Cama a parlamentare col comandante Polistena, che si fe convincere dalle loro parole, e cedette. Immediatamente il castello fu occupato da quei pochi garibaldini, la truppa uscì colle armi, che alla marina depose, e si disperse. E quel forte per ben due volte si gagliardamente difeso al tempo dell’occupazione militare, allora fu ceduto senza tirare nemmeno un colpo di fucile ad una truppa, che non avea mezzi per vincerlo.